Stelle doppie: il “Trapezio” (Theta1 Orionis)

Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1191304
Schema del sistema Theta1 Orionis nella costellazione di Orione.
ComponenteMagnitudineSeparazione rispetto alla componente A
Theta1 Orionis A6.55
Theta1 Orionis B7.498.73″
Theta1 Orionis C5.0612.83″
Theta1 Orionis D6.3821.43″
Le quattro componenti principali del sistema Theta1 orionis (Fonte dei dati: stelledoppie.it)

Il Trapezio è un ammasso aperto che si trova al centro di M42, la Nebulosa di Orione. È composto da stelle che si sono formate all’interno della nebulosa; le quattro componenti più brillanti sono denominate con le lettere A, B, C e D e formano un poligono. Queste stelle fanno parte del sistema multiplo Theta1 Orionis.

Trovare il trapezio è facilissimo: la costellazione di Orione domina i cieli invernali, e la si può individuare partendo dalle tre stelle che costituiscono la “cintura di Orione”. Sotto la cintura si nota anche a occhio nudo una macchia di luce verticale; questa macchia è la “spada di Orione” e nella realtà è una immensa nube di gas all’interno della quale si stanno formando delle nuove stelle. Questa nube di gas è M42, conosciuta anche come “grande nebulosa di Orione”.

La grande nebulosa di Orione si può vedere con un binocolo o con un piccolo telescopio, ed è un classico invernale che mostriamo sempre durante le aperture al pubblico dell’osservatorio. Chi ha una buona vista può riuscire a cogliere tinte blu o verdi, ma la maggior parte degli osservatori vedrà una macchia grigia diffusa. L’ammasso del trapezio si trova dentro questa macchia, e servono circa 60 ingrandimenti per riuscire a separare le quattro componenti. La componente B, più debole, può essere difficile da vedere, ma basta aumentare gli ingrandimenti perché diventi subito evidente. Per gli astrofili, riuscire a distinguere le componenti del trapezio è un “test di qualità” dei telescopi.

Galileo Galilei ha osservato le componenti A, C e D il 4 febbraio 1617, segnando l’osservazione nello schizzo riportato a sinistra; da notare che le lettere usate da Galileo sono diverse dalla notazione moderna. “a” e “b” indicano probabilmente Theta2 Orionis A e B, mentre “g”, “e” e “i” sono le componenti A, C e D di Theta1 Orionis.

Theta1 Orionis B fu osservata per la prima volta nel 1673 indipendentemente da diversi astronomi. Ognuna delle componenti di Theta1 Orionis è a sua volta una stella doppia o multipla, le cui componenti non possono essere separate con un telescopio amatoriale.