O’Neil Bridge: il ponte sulla Luna (che non c’è)

Illustrazione di fantasia del ponte di O'Neill.

Il 29 luglio 1953 John O’Neill, giornalista scientifico del New York Herald Tribune, ha comunicato al direttore del Journal of the Associaton of Lunar and Planetary Observers (JALPO) la scoperta di una struttura molto particolare sulla Luna. Ecco le parole di O’Neill tradotte in italiano:

Un gigantesco ponte naturale è stato trovato sulla Luna lungo il centro del bordo orientale del Mare Crisium, sull’anello che lo racchiude, alla latitudine 14°50″ Nord e longitudine 48° Ovest. Può essere osservato durante il diciottesimo giorno lunare, quando il terminatore è circa 1° Ovest di questo ponte. La posizione del terminatore è un fattore critico, dato che il ponte può essere visto solo quando i raggi del Sole sono quasi orizzontali.

O’Neil ha fornito un disegno del “ponte” che riportiamo nella figura di lato (all’epoca l’astrofotografia era ancora agli albori e fuori della portata degli astronomi dilettanti). Il disegno è abbastanza dettagliato e mostra quello che sembra un arco di roccia.

Sulla Terra esistono molto formazioni del genere, come ad esempio il Rainbow Bridge nello stato dello Utah. Sul nostro pianeta gli archi di roccia sono prodotti dall’erosione di strutture naturali causata dagli agenti atmosferici (sabbia trasportata dal vento, acqua, ecc.). Tuttavia, il ponte osservato da O’Neill avrebbe dovuto avere dimensioni gigantesche: circa 19 Km, ben più delle poche decine di metri di quelli presenti sulla Terra. Inoltre, sulla Luna non c’è atmosfera e quindi erosione, ma questo non esclude che il ponte possa essersi formato in altro modo: sappiamo che in un lontano passato c’è stata una intensa attività vulcanica sulla Luna, che ha prodotto formazioni curiose come tubi di lava o grotte che si intravedono sotto pozzi naturali. Non è quindi possibile che il ponte di O’Neill sia il risultato di qualche fenomeno geologico?

Dopo l’articolo di O’Neill, gli astronomi si sono attivati per cercare conferme o smentite. Hugh Percy Wilkins, direttore della sezione lunare della British Astronomical Association, ha dichiarato di aver visto il ponte di O’Neill e anche l’ombra da esso proiettata. Tuttavia, il 26 settembre 1953, Paul Roques dell’osservatorio Griffith ha fotografato la zona segnalata da O’Neill nelle stesse condizioni di illuminazione. Nella foto di Roques, riportata di fianco, il ponte dovrebbe trovarsi nell’incrocio delle due frecce, ma come si vede in quella zona non c’è nulla.

Nel 1954, Wilkins ha condiviso osservazioni più approfondite effettuate con il telescopio da 60 pollici di Monte Wilson in California. Queste osservazioni hanno definitivamente smentito la presenza del ponte di O’Neill, che evidentemente era solo un’illusione (non diversa dai famosi — o famigerati — “canali su Marte” di Giovanni Schiaparelli).

Oggi disponiamo di immagini ad altissima risoluzione di tutta la superficie lunare. Nella figura sotto, il confronto tra il disegno di Wilkins e le foto ad alta risoluzione della stessa zona prodotte dalla sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO). Se ancora ci fossero dubbi, il ponte di O’Neill non esiste.

Come trovarlo

Localizzare il ponte di O’Neill è abbastanza facile, perché si trova sul bordo del Mare Crisium, una formazione scura facilmente visibile sul lato destro della Luna. Trattandosi in sostanza di un gioco di ombre, è importante osservarlo durante il diciottesimo giorno lunare.

Il ponte si trova lungo il bordo sinistro del Mare Crisium.

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