Gli asterismi: L’anello di fidanzamento

Polaris

La stella polare (Polaris) guida gli esploratori da migliaia di anni; pochi però sanno che nasconde un segreto: Polaris fa parte di un asterismo detto “anello di fidanzamento”, formato da un anello molto irregolare di deboli stelle, di cui la stella polare costituisce il “diamante”.

Questo asterismo è stato scoperto da William L. Hutton nel numero 21 della rivista Sky & Telescope di gennaio 1941, che l’ha descritto come “un circoletto abbastanza tondeggiante di circa un grado di diametro, composto dalle cinque stelle più brillanti entro due gradi dalla stella polare“.

La stella polare non è particolarmente appariscente, ma può essere trovata facilmente servendosi del “grande carro”: si prolunga di circa 5 volte il segmento che unisce le ultime due stelle del “cassone”, e si finisce in una zona di cielo priva di stelle brillanti, tranne una (la stella polare, appunto).

Un telescopio mostra circa 8-9 stelle di magnitudine compresa tra 8 e 9, oltre a Polaris che è molto più brillante (magnitudine 2). Ricordiamo che la magnitudine è la misura della luminosità apparente di un oggetto celeste; più la magnitudine è alta, più l’oggetto ci appare debole. In condizioni perfette sono visibili a occhio nudo gli oggetti fino alla magnitudine sei circa. Le stelle dell'”anello di fidanzamento” sono talmente deboli da non avere un nome vero e proprio, ma solo un numero di catalogo; di alcune non abbiamo trovato la sigla nel database del programma Stellarium.

Per osservare l’asterismo non servono elevati ingrandimenti, perché l’anello è ampio quasi un grado (il doppio della Luna piena); serve però uno strumento con adeguata apertura per raccogliere abbastanza luce, e un cielo buio. Il periodo migliore per la sua osservazione è durante l’inverno, possibilmente nelle serate senza Luna. Sarà comunque difficile riuscire a vedere tutte le stelle che formano l’anello, ma realisticamente possiamo aspettarci di vedere le 5-6 più brillanti.

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