
Lucian J. Kemble (1922-1999) è stato un frate francescano e astrofilo canadese. Una sera, esplorando la costellazione della Giraffa con il suo binocolo, vide per caso una fila di deboli stelle. Kemble comunicò questa scoperta ad un altro astrofilo, Walter Scott Houston, che la pubblicizzò nel 1980 in un articolo della sua rubrica “Deep Sky Wonders” sul volume 60 n. 6 della rivista Sky & Telescope. Riportiamo di seguito il testo originale in inglese:
Rounding out this month’s deep-sky objects are several reported by Fr. L. J. Kemble of Alberta, Canada. While sweeping with 7×35 binoculars in Camelopardalis, he found “a beautiful cascade of faint stars tumbling from the northeast down to the open cluster NGC 1502.” I would like to receive reports of this star stream from other binocular users, for, although Kemble found the 2 1/2° long chain very remarkable, none of my references make any mention of it.
e la traduzione in italiano:
Per completare gli oggetti del cielo profondo di questo mese, ne riportiamo alcuni segnalati da Padre L. J. Kemble da Alberta, Canada. Mentre esplorava la costellazione della Giraffa con un binocolo 7×35, ha trovato “una splendida cascata di deboli stelle che si estendeva da Nord-Est fino all’ammasso aperto NGC 1502.” Mi piacerebbe ricevere segnalazioni da altri appassionati dotati di binocolo, perché sebbene Kemble abbia ritenuto notevole questa catena lunga 2 1/2°, nessuna delle mie altre fonti ne fa menzione.
La cascata di Kemble è uno degli asterismi preferiti dagli astrofili, anche se non è tra i più semplici da trovare se non si dispone di un telescopio computerizzato. Si trova infatti nella costellazione della Giraffa, che è composta da stelle molto deboli. La Giraffa è circumpolare alle nostre latitudini; questo significa che è visibile quasi tutto l’anno, ma il periodo migliore per la sua osservazione è durante l’inverno.

Fortunatamente esiste uno stratagemma abbastanza semplice, che consiste nell’usare Cassiopea come riferimento. A differenza della Giraffa, la costellazione di Cassiopea è ben visibile e la sua sagoma forma una lettera “W” facilmente riconoscibile. Si prolunga una volta la distanza tra le stelle Caph (β Cas) e Segin (ε Cas) come mostrato in figura, aiutandosi con le dita della propria mano, e si trova approssimativamente la zona in cui si trova la cascata di Kemble.

Una volta trovata la zona, occorre puntare il proprio strumento tra Alfa e CS Camelopardalis. La cascata di Kemble è composta da una ventina di stelle di vari colori, di magnitudine compresa tra 5 e 10; dato che sono molto deboli, è importante osservarle sotto un cielo buio, senza Luna. Si vede meglio con un binocolo o con un piccolo telescopio a bassi ingrandimenti, perché è molto estesa (circa tre volte la Luna piena), e ad elevati ingrandimenti si rischia di non vederla per intero. È impossibile non restare affascinati da questa “collana” di stelle; ad una delle estremità c’è quella che può sembrare una stella molto sfocata, ma è in realtà l’ammasso aperto NGC 1502, scoperto da William Herschel nel 1787.

Approfondimenti
- Walter Scott Houston, Deep Sky Wonders, Sky & Telescope, vol. 60 n. 6, dicembre 1980, p. 547.
- Cascata di Kemble su Wikipedia.
- Pete Lawrence, A guide to Kemble’s Cascade, BBC The Sky at Night Magazine.
- David J. Eicher, Deep-Sky Dreams: Kemble’s Cascade, astronomy.com.
- Wilhelmina Iwanowska, Necrologio di Lucien Kemble, Journal of the Royal Astronomical Society of Canada, Vol. 93, p.151.