Il cielo stellato è da sempre un palcoscenico dove si alternano figure fantastiche che scandiscono il passaggio delle stagioni. Queste figure hanno dato origine alle costellazioni, le più antiche delle quali risalgono addirittura ai tempi dei Sumeri. Il primo elenco sistematico di costellazioni è stato stilato dall’astronomo greco Claudio Tolomeo e pubblicato nell’Almagesto attorno al 150 a.C.. Le costellazioni di Tolomeo erano 48, e hanno formato la base delle 88 costellazioni moderne riconosciute dall’Unione Astronomica Internazionale.

Le costellazioni non sono l’unico modo con cui l’umanità ha cercato di dare forma alla moltitudine di puntini luminosi che riempiono il cielo notturno. Gli asterismi sono gruppi di stelle che possono appartenere alla stessa costellazione o a costellazioni diverse, che formano un disegno riconoscibile. La differenza tra asterismi e costellazioni è abbastanza sottile: le costellazioni sono ufficialmente riconosciute e hanno confini ben definiti; gli asterismi invece sono raggruppamenti di stelle che non hanno un riconoscimento ufficiale, ma non per questo sono meno affascinanti. Chiunque ha la possibilità di scoprire i propri asterismi, e in effetti alcuni di quelli che vedremo in questa serie di articoli è stata scoperta da astrofili.
Asterismi visibili a occhio nudo
Esistono asterismi di tutte le dimensioni, alcuni visibili a occhio nudo e altri visibili solo al telescopio. Vediamone alcuni visibili a occhio nudo.
Asterismi primaverili

Il Grande Carro e il Piccolo Carro sono probabilmente gli asterismi più famosi. Sono la parte centrale delle costellazioni dell’Orsa Maggiore e dell’Orsa Minore, rispettivamente. Il Grande Carro è composto da stelle molto brillanti, e alle nostre latitudini è circumpolare, cioè è visibile praticamente tutto l’anno dato che non scende mai sotto l’orizzonte. Il Grande Carro è molto utile per trovare la stella polare, prolungando di circa 5 volte l’ultimo segmento.
L’aquilone è una parte della costellazione estiva del Boote; è detto anche “cono gelato” a causa della sua forma. Molto facile da trovare partendo da Arturo, la stella più brillante della costellazione alla base dell’aquilone.
La falce fa parte della costellazione primaverile del Leone di cui rappresenta la testa e la parte anteriore del corpo.
Asterismi invernali

L’esagono invernale domina i cieli invernali, ed è indicato dalle sei stelle Sirio del Cane Maggiore, Procione del Cane Minore, Castore dei Gemelli, Capella dell’Auriga, Aldebaran del Toro, e Rigel di Orione.
La sagoma della costellazione di Orione forma una inconfondibile caffettiera (la “moka” ideata da Alfonso Bialetti). Apparentemente siamo i primi a chiamarla in questo modo.
Asterismi estivi

Il Triangolo Estivo è composto dalle stelle più brillanti della costellazione del Cigno (Deneb), della Lira (Vega) e dell’Aquila (Altair). Come suggerisce il nome, questo triangolo di stelle segna la stagione estiva.
La “W” di Cassiopea è un altro asterismo molto famoso; le cinque stelle principali della costellazione di Cassiopea formano una lettera “W” molto riconoscibile, perché sono stelle visibili anche in presenza di un moderato inquinamento luminoso. La costellazione di Cassiopea è visibile tutto l’anno alle nostre latitudini, per cui in base alla sua posizione potrebbe ricordare una lettera “W” o una lettera “M”.
La Croce del Nord è formata dalle stelle più brillanti della costellazione estiva del Cigno, che formano appunto una croce. Anche questa è una forma molto riconoscibile e ben visibile. Viene chiamata “croce del Nord” per distinguerla dalla costellazione della Croce del Sud, visibile solo dall’emisfero meridionale.
La Casetta è la sagoma della costellazione estiva di Cefeo.
La Teiera è difficile da osservare alle nostre latitudini, perché la costellazione del Sagittario di cui è parte rimane sempre molto bassa sull’orizzonte. Le stelle interne del Sagittario formano la sagoma di una teiera; per una fortunata coincidenza, il Sagittario si trova nella direzione del centro della Via Lattea, visibile come uno “sbuffo di vapore” che esce dal beccuccio della teiera.
Asterismi visibili al telescopio
Oltre agli asterismi visibili a occhio nudo, ce ne sono altri visibili solo al telescopio perché troppo piccoli. Nei prossimi articoli scopriremo di più su alcuni di questi asterismi telescopici, perché ognuno di loro ha una storia interessante che vale la pena raccontare.
| Nome | Costellazione | Descrizione | RA/Dec J2000.0 | Stagione | Immagine |
|---|---|---|---|---|---|
| Cascata di Kemble | Giraffa | Una fila di stelle visibile con un binocolo. Al termine si trova il piccolo ammasso aperto NGC 1502. | 3h57m22.30s +63°04’44.0″ | Tutto l’anno | ![]() |
| Anello di fidanzamento | Orsa Minore | Un anello di forma irregolare che ha la stella Polare come “diamante”. | 2h35m04.39s +88°52’34.3″ | Tutto l’anno | ![]() |
| Attaccapanni | Volpetta | Dieci stelle formano la sagoma di un appendiabiti. Molto ampio e luminoso, visibile con qualsiasi strumento. | 19h26m01.92s +20°15’57.7″ | Estate | ![]() |
| Ammasso 37 | Orione | NGC 2169; ammasso aperto le cui stelle formano la sagome dei numeri “3” e “7”. | 6h08m24.55s +13°59’20.8″ | Inverno | ![]() |
| Albero di Natale | Unicorno | Un classico dei cieli invernali, alcune stelle disegnano la sagoma di un albero di Natale. In tema con la stagione! | 6h40m59.29s +9°53’43.2″ | Inverno | ![]() |
| Oca di Natale | Perseo | Facile da osservare con un binocolo, fa parte dell’ammasso di Alpha Persei. | 18j47m40s +47°27’37.2″ | Inverno | ![]() |
| Torre Eiffel | Orsa Maggiore | Gruppo di stelle che ha la forma della torre parigina. | 13h10m00.52s +57°28’07.4″ | Tutto l’anno | ![]() |
| Cappello di Napoleone | Boote | Vicino ad Arturo, un gruppo di deboli stelle forma la sagoma del cappello del celebre statista francese. | 14h14m52.31s +19°32’42.0″ | Estate | ![]() |
Approfondimenti
- Asterismo su wikipedia.it.
- Sue French, Asterisms: Doodles in the Sky, Sky & Telescope (copia archive.org).
- Naked Eye Asterisms, Milwakee Astronomical Society.
- Michael E. Bakich, Asterisms: Hunt the night sky’s faux constellations, Astronomy Magazine, Settembre 2020.
- David Ratledge, Observing Asterisms.






